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Museo della Rete
di Monte Isola

Un percorso di scoperta tra tradizione, lavoro e
innovazione, dove la rete racconta la vita dell’isola e il
suo legame profondo con il lago.

Il museo: una memoria viva

Il Museo della Rete è ospitato all’interno della fabbrica più antica di Monte Isola ancora in attività,
il retificio La Rete Srl, situato al porto di Siviano.
Grazie alla passione e al lavoro di ricerca dei titolari Fiorello Turla ed Elio Agnesi, è nata una straordinaria raccolta di
attrezzi, immagini e testimonianze che raccontano oltre cento anni di storia della lavorazione delle reti.

Un racconto che prende forma tra storia, memoria e innovazione, accompagnando il visitatore alla scoperta di un
patrimonio unico, intimamente legato al territorio e alle acque del Lago d’Iseo.

Oggetti, immagini, storie..

Il percorso museale riunisce strumenti originali dei retai e
dei pescatori: aghi, modani, tornelli, pesi in pietra, grandi reti
come la monumentale regagna, lunga oltre 300 metri, e la
tipica barca da pesca naèt.
Un’ampia documentazione fotografica, a partire dai primi del
Novecento, restituisce la vita quotidiana dell’isola: le reti
stese ad asciugare, le donne al lavoro, i pescatori sul lago,
le prime fabbriche meccanizzate.

Un pò di Storia…

La rete:
necessità e ingegno

Fin dai tempi più antichi, la rete è stata uno strumento essenziale di sopravvivenza.

A Monte Isola, circondata dalle acque profonde del lago, la pesca a mani nude era impossibile: la rete non fu una scelta, ma una necessità.

Già intorno all’anno Mille, i primi abitanti dell’isola – pescatori e contadini – costruivano reti non solo per la pesca, ma anche per i feudatari della zona.

Con il tempo, questo sapere si affinò, trasformandosi in una vera e propria arte.

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Un pò di Storia…

La rete:
necessità e ingegno

Fin dai tempi più antichi, la rete è stata uno strumento essenziale di sopravvivenza.

A Monte Isola, circondata dalle acque profonde del lago, la pesca a mani nude era impossibile: la rete non fu una scelta, ma una necessità.

Già intorno all’anno Mille, i primi abitanti dell’isola – pescatori e contadini – costruivano reti non solo per la pesca, ma anche per i feudatari della zona.

Con il tempo, questo sapere si affinò, trasformandosi in una vera e propria arte.

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UN-PO'-DI-STORIA-2

Un sapere femminile tramandato nel tempo

Per secoli, la lavorazione delle reti fu soprattutto un lavoro femminile.

Nelle case, nelle piazze e lungo le strade dei borghi, donne giovani e anziane tessevano e riparavano le reti, trasmettendo i gesti del mestiere alle nuove generazioni.

Le reti di Monte Isola erano già apprezzate in epoca medievale e rinascimentale: utilizzate
per la pesca e la caccia, venivano richieste da monasteri e corti nobiliari in tutta Italia.

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Un sapere femminile tramandato nel tempo

Per secoli, la lavorazione delle reti fu soprattutto un lavoro femminile.

Nelle case, nelle piazze e lungo le strade dei borghi, donne giovani e anziane tessevano e riparavano le reti, trasmettendo i gesti del mestiere alle nuove generazioni.

Le reti di Monte Isola erano già apprezzate in epoca medievale e rinascimentale: utilizzate
per la pesca e la caccia, venivano richieste da monasteri e corti nobiliari in tutta Italia.

Dall’artigianato
all’industria

Tra il Settecento e l’Ottocento, Monte Isola divenne una terra di tessitori e retai conosciuta ben oltre il lago.

Gli artigiani iniziarono a cercare nuovi mercati, aprendo botteghe e laboratori nelle città. Nel 1907 arrivarono i primi telai meccanici, segnando l’inizio di una rapida evoluzione tecnologica. I laboratori si trasformarono in industrie capaci di produrre reti non solo per la pesca, ma anche per lo sport, il tempo libero e nuovi utilizzi.

Nel secondo dopoguerra, l’introduzione delle fibre sintetiche e delle macchine Raschel rappresentò un’ulteriore svolta. Anche nei momenti di crisi, la tradizione non si è mai spenta

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Dall’artigianato
all’industria

Tra il Settecento e l’Ottocento, Monte Isola divenne una terra di tessitori e retai conosciuta ben oltre il lago.

Gli artigiani iniziarono a cercare nuovi mercati, aprendo botteghe e laboratori nelle città. Nel 1907 arrivarono i primi telai meccanici, segnando l’inizio di una rapida evoluzione tecnologica. I laboratori si trasformarono in industrie capaci di produrre reti non solo per la pesca, ma anche per lo sport, il tempo libero e nuovi utilizzi.

Nel secondo dopoguerra, l’introduzione delle fibre sintetiche e delle macchine Raschel rappresentò un’ulteriore svolta. Anche nei momenti di crisi, la tradizione non si è mai spenta

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Un patrimonio da trasmettere

Presso il nostro museo è possibile effettuare visite guidate

Il Museo della Rete non è solo un luogo di conservazione, ma uno spazio di memoria e di educazione.
Un’ora di esperienza per attraversare la storia della rete, dal museo al reparto produttivo, un percorso che racconta l’evoluzione della rete tra tradizione e innovazione, guidati da Daniela, che con passione fa rivivere la storia del territorio e ne racconta il futuro.

Le visite al museo sono disponibili solo su prenotazione

Per richiedere maggiori informazioni o per effettuare una prenotazione è possibile
contattare direttamente la referente Sig.ra Daniela al numero +39 345 9143707
oppure compilare il seguente CONTACT FORM

Scopri La Rete Srl

L’azienda storica che ospita il Museo della Rete e
ne porta avanti l’evoluzione produttiva.